Numero zero

“Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone”, Le città invisibili, Italo Calvino

Una telefonata in primavera con Simone Pieranni. L’idea di raccontare la Cina attraverso la voce degli italiani delle città di seconda, terza, quarta… fascia ci piace immediatamente.  Sono storie di città immense, eppure “invisibili”, spesso dimenticate dai media, città dai contorni a volte sfocati anche per noi che, da anni, viviamo a Shanghai, Pechino, Canton…

E’ fine autunno, ed è la voce di Cecilia Attanasio Ghezzi dall’altra parte della cornetta a ricordarmi che il progetto è ancora lì ad aspettarci.

Si parte.

Questo blog non vuole essere altro che un nastro trasportatore: di storie atipiche e vere, di tasselli di un mosaico che è quella Cina che non finiremo mai di scoprire e di capire.

Chiese a Marco Kublai: – Tu che esplori intorno e vedi i segni, saprai dirmi verso quale futuro ci spingono i venti propizi.
– Per questi porti non saprei tracciare la rotta sulla carta né fissare la data dell’approdo. Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo d’un paesaggio incongruo un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s’incontrano nel viavai, per pensare che da lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d’istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t’ho detto”, Le città invisibili, Italo Calvino

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *